I profumi di Padre Pio

Molti anni fa una persona mi raccontò che d’un tratto, sotto lo stipite della porta sentì un odore fortissimo di fragole mature.

Una signora presente disse che erano gli odori di Padre Pio.
E che le fragole erano il segno di un’intercessione divina.

Ecco di seguito i profumi di Padre Pio.
Credo sia interessante ricordarli.

aceto: vittoria sul peccato e sulle tentazioni;

acido fenico: previsioni di sofferenze fisiche e morali;

aglio: seguire la strada presa senza rimorso;

amaro: notizie di morte;

anice: speranza;

basilico: non perdere il contatto spirituale con Dio;

biancospino: compiacimento di Padre Pio per il proprio comportamento;

caffè: non stare in ansia;

canfora: avvio alla guarigione;

catrame: raddrizzarsi spiritualmente e materialmente;

cera: profumo della Fede;

cioccolato: bisogna sostenersi;

farina: arrivo della Provvidenza;

fiori misti: sottomissione;

fragole: ricevere i benefici dell’intercessione;

garofani: maggiore fedeltà e sincerità;

gelsomini: impegno con Dio;

gerani: non affaticarsi;

gigli: invito alla purezza;

gomma bruciata: perdono dei peccati;

incenso: invito alla preghiera;

latte bollito: necessario intervento medico;

lavanda: armonia;

menta: devozione alla Madonna;

olivo: pace;

papaveri: non fare chiacchiere;

pino: pregare;

rose: presenza di Padre Pio;

salvia: salute;

sangue: fare la volontà di Dio;

stalla: invito a San Michele;

tabacco: conversione;

torta: benedizione di Padre Pio;

tuberose: buon augurio;

vaniglia: aiuto in un intervento operatorio;

viola: umiltà;

vino: letizia;

zolfo: presenza del male;

zucchero bruciato: presenza diabolica.

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Il Magnificat

Ne ho parlato anche sul blog di medicina naturale. Ma qui posso essere come dire “esplicita”.

Il Magnificat è il cantico che uso quando devo preparare il mio spazio dove praticare.

E’ una potente invocazione, una totale remissione alla fede.

Molte persone rimangono legate ad un stretto panteon religioso, non comprendendo che le preghiere sono uno strumento meraviglioso per entrare in sintonia con il dogma della Fede.

Non è importante in cosa credete, ma lo strumento che usate per entrare in contatto con la fede che provate in esso. Che si reciti il Sutra del Cuore od il Magnificat non cambia il valore di ciò che pronunciamo verso ciò in cui crediamo.

Il Magnificat è un cantico straordinario, contenuto nel Vangelo Secondo Luca, primo capitolo, dove la Madonna, loda e ringrazia Dio, per aver liberato il suo popolo.

Molti lo conoscono anche come Cantico di Maria.

Il suo nome deriva dalla traduzione dal latino della frase:  Magnificat anima mea Dominum.

Nel testo del Cantico, Maria si affida totalmente a Dio. Per essere protetta e liberata.

Diventa dunque perfetto per le purificazioni, per creare uno spazio puro dove esercitare, o pregare, o meditare.

Ci si posiziona verso est, e puntando il dito verso la direzione dove nasce il sole si pronuncia il Cantico. Meglio se in latino ma in Italiano va benissimo. Poi si passa a sud, ovest e si chiude con Nord. L’ultima volta si torna ad est, chiudendo il cerchio.

Questa invocazione è potente e bellissima. E viene utilizzata proprio per la forza insita nelle parole.

Versione Latina:

Magnificat *
anima mea Dominum,

et exultavit spiritus meus *
in Deo salutari meo

quia respexit humilitatem ancillae suae, *
ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes

quia fecit mihi magna, qui potens est: *
et Sanctus nomen eius

et misericordia eius a progenie in progenies *
timentibus eum.

Fecit potentiam in brachio suo, *
dispersit superbos mente cordis sui,

deposuit potentes de sede, *
et exaltavit humiles;

esurientes implevit bonis, *
et divites dimisit inanes.

Suscepit Israel, puerum suum, *
recordatus misericordiae suae,

sicut locutus est ad patres nostros, *
Abraham et semini eius in saecula.

Gloria Patri et Filio *
et Spiritui Sancto

sicut erat in principio et nunc et semper *
et in secula seculorum. Amen.

La versione Italiana:

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Esiste una terza versione. Detta della “Comunità Monastica di Bose”.

E’ quella che prediligo.

L’anima mia magnifica il Signore
il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Poiché ha guardato l’umiltà della sua serva
tutte le generazioni ormai mi chiameranno «Beata».

Il Potente ha fatto in me cose grandi
sì, il suo nome è santo.

Il suo amore di generazione in generazione
ricopre coloro che lo temono.

Interviene con la forza del suo braccio
disperde i superbi nei pensieri del loro cuore.

Abbatte i potenti dai troni
innalza gli umili.

Ricolma di beni gli affamati
rimanda i ricchi a mani vuote.

Sostiene Israele suo servo
ricordandosi del suo amore.

Come aveva promesso ai nostri padri
ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

Leggetela più volte. Utilizzatela per pulire i vostri spazi, per accedere ad una sfera superiore del Sé. E’ un mantra dolce ed arrendevole, e se prendete il giusto respiro (vedi asterischi) purifica davvero dentro e fuori di voi.

Ecco il link del Magnificat cantato da Mina. Ed è davvero meraviglioso.

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Il sentiero per l’illuminazione

Il sentiero che conduce all’illuminazione è lungo esattamente otto passi:

1)      GIUSTA CONOSCENZA. E la consapevolezza della non-permanenza di tutti i fenomeni fisici esterni e di tutti i componenti della propria personalità. Le idee cambiano man mano che la comprensione si sviluppa. Il pregiudizio deve essere eliminato, occorre divenire intelligenti e tolleranti. Le idee ordinarie verranno scosse via come foglie secche, per essere rimpiazzate da idee superiori.

2)      GIUSTI OBBIETTIVI.  L’obbiettivo immediato è quello di vivere la verità che si e raggiunta;quello finale è la liberazione dai limiti della personalità e della sofferenza.

3)      GIUSTA PAROLA. Sia veritiera,onesta cortese e opportuna.

4)      GIUSTA CONDOTTA.  Sia pacifica, benevola e volta all’alto.

5)      GIUSTI MEZZI DI VITA. Occorre esercitare un’occupazione che non rechi danno ad alcun essere vivente. Questo aita a riconoscere l’unicità della vita al di sotto della diversità delle sue varie forme.soltanto chi è al di sopra della violenza e capace di retta meditazione.

6)      GIUSTO SFORZO. Lo sforzo continuo di controllare pensieri e azioni distruggerà tutto quello che è dannoso. Vincere ignoranza e desiderio significa avanzare lungo il sentiero

7)      GIUSTA ATTENZIONE. L’osservazione acuta della vita e dei pensieri personali, degli atti, le intenzioni e le loro cause. Occorre osservare le  funzioni del corpo e della mente,raccogliere le esperienze, coltivare la consapevolezza del presente e meditare sul futuro. Questa abitudine facilità l’analisi e la riflessione necessarie alla meditazione.

8)      GIUSTA CONCENTRAZIONE. Pensa ad un oggetto o a un idea per volta, con esclusione di tutti gli altri. Questa pratica serve ad ottenere la conoscenza suprema non per se stessi, ma a beneficio di tutti gli esseri viventi: tutta la vita e infatti interdipendente.

JORG SABELLICUS


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Sonetto Alchemico

Sonetto Alchemico

Spiritum volatem capite
et in radium solis traite
ut fixum debite
et fixum fiat volatile.

Et ipsum suaviter coquite
et de parte terram facite
quam in humido ponite
ut humidetur optime.

Cito humidam coniungite
cum hamalgama terite
super durissimum lapide,
tunc in vase proprio ponite
ut calcinetur optime.

Post ipsum suo lacte imbibite,
ut moltiplicetur utime
quando assatum pro tempore
vestitur alba clamide
et multiplicato regimine
reducitur in cinerem
cui sudorem suum redite
donec regali diademate
rex coronetur debite
et disolutum facillime
ingrediantur in corpore.

Et si subtillius vis agere
fac fixum volatile
cum impetuoso flammine
deinde in terram reddite
cum ignis moderamine
e tali servato ordine
protraetur debite
donee flaut levissime.

Et sic lapidem habebitisr
ex quo semper gaudebitis.
Amen.

Traduzione:

Prendete lo spirito che vola e spingetelo verso il raggio del Sole (1) finché debitamente si fermi e si faccia fisso ciò che é volatile. Poi dolcemente cocetelo e in parte terra fatelo e in luogo umido tenetelo perché si inumidisca bene. Subito l’umido con l’amalgama unite sopra durissima pietra e battetelo e poi in un proprio vaso mettetelo perché completamente si calcini (2). Dopo col suo latte imbevetelo perché finalmente si moltiplichi. Quando sarà cotto a suo tempo si veste di bianco manto e col trattamento raddoppiato si riduce in polvere a cui rendete il proprio sudore finché con regale diadema sia incoronato il re (3). E così sciolte in modo facile entri nel corpo. E se poi più sottilmente volete agi-re con spirito impetuoso rendete fisso ciò che vola; quindi con moderazione di fuoco in terra riducetelo e tale ordine osservando si continui finché scorra leggermente. Così la pietra avrete per la quale sempre godrete (4).

Note
(1)
É bene ricordarsi sempre che tale linguaggio, come quello di tutte le poesie, è convenzionale e nel nostro caso il Sole è «l’oro».

(2) Mettetelo nel «vaso o forno filosofico» cioè nell’Atanòr.

(3) Qui si accenna ai colori dell’Opera: si fa bianco (dal nero) quindi s’incorona il Re con regale diadema, con corona regale, cioè d’oro.

(4) Nell’ultima parte de la poesia si parla, evidentemente, delle «Acque forti» sistema Energico per far venire in atto la forza profonda del Mercurio Solare.

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Smaragdina Hermetis Tabula

Spero di fare cosa gradita postando la “Tabula Smaragdina” Di Ermete Trismegisto (dal greco antico Ἑρμἢς ὀ Τρισμέγιστος, in latino Hermes Trismegistus) e la sua relativa traduzione.

Tavola Smeraldina

La Tavola di Smeraldo è stata tradotta dall’arabo in latino nel 1250. I Precetti furono trovati, prima dell’era cristiana, in una tomba egizia, iscritti su una tavola di smeraldo.

Scrisse Eliphas Levi che nella Tavola di Smeraldo risiede ” l’unità dell’essere e l’unità delle armonie, sia ascendenti che discendenti, scala progressiva e proporzionale del Verbo; la legge immutabile dell’equilibrio e il progresso proporzionale delle analogie universali…”

Leggetela prima in latino, con calma. Poi in italiano. E scoprirete quanta energia e forza sono racchiuse in queste parole.

Verba secretorum Hermetis

Verum, sine mendacio certum et uerissimum, quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, meditatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione. Pater eius est sol, mater eius luna; portauit illud uentus in uentre suo: nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est. Si uersa fuerit in terram, separabis terram ab igne, subtile a spisso, suauiter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit uim superiorum et inferiorum. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia uincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit. Sic mundus creatus est. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque uocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi. Completum est quod dixi de operatione solis.

I segreti di Ermete
Questo è vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della Cosa Una.
E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica per adattamento.
Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni telesma, di tutto il mondo è qui. La sua forza è intera se essa è convertita in terra.
Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria.
Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori.
Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te.
È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo.
Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimegisto, possedendo le tre parti della Filosofia del mondo intero.
Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e terminato.

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Candomblé

Il Candomblé mi è molto caro. Così come la Santeria Cubana ed il Voodoo. Voglio riuscire a trasmettervi l’amore che provo per questa religione perchè la trovo vera e profonda e pregna di rituali legati alla natura che sono davvero potenti.

COS’È IL CANDOMBLÈ:

Le radici del Candomblè affondano nel continente africano, in particolare in Nigeria, paese da cui provenivano la maggior parte degli schiavi deportati dagli spagnoli in Brasile. Credevano in un universo popolato di spiriti e divinità associate agli elementi della natura e pertanto vicine e materiali abbastanza da poter comunicare con gli uomini e influire nella loro esistenza quotidiana tanto positivamente quanto negativamente.

Il Candomblè è una religione la cui trasmissione avviene attraverso il linguaggio e il corpo, dall’esperienza diretta del mondo sacro. L’utilizzo di particolari parole avviene non solo in base al loro significato, ma anche per il loro particolare suono o ritmo. Queste parole utilizzate nei riti sacri hanno la funzione di evocare una realtà spirituale che ha potere sulla nostra esistenza. La lingua usata è lo yoruba, e come tutte le altre lingue africane è tonale.

Cerimonia Candomblé

Il Candomblè si fonda sul rispetto e sulla conoscenza della natura, e sulla profonda analisi dell’animo umano che, per avvicinarsi ed entrare in contatto con il sacro, deve armonizzarsi in tutte le sue componenti. Il corpo è il mezzo e il simbolo di questo ricongiungimento con il divino, non è infatti con discorsi razionali che si arriva a un contatto con la divinità, ma attraverso emozioni e messaggi difficilmente comunicabili con le parole. La divinità non vive in un mondo lontano dai mortali, ma partecipa alla vita degli uomini, aiutandoli nell’amore o nel lavoro. Spesso le religioni afro-africane sono state mal interpretate e il fenomeno della trance è stato valutato come espressione di un malessere congenito di alcune personalità o addirittura di popolazioni intere. Ma in esse si celano una saggezza e un simbolismo ricchissimi, in gran parte ancora inesplorati.

Candomblè è una parola di origine yoruba che significa festa, ma è anche il nome che si dà al locale dove queste sono realizzate.

Il candomblè è una religione monoteista, ossia crede in un solo Dio, che noi diamo il nome di Olorum. Gli Orixàs o divinità, sono stati creati da lui per aiutarlo nella creazione del mondo e in tutto quello che esiste. Gli Orixàs abitano e dominano gli elementi della natura e quello che noi facciamo è acquisire il massimo della conoscenza possibile per manipolare le forze della natura a nostro favore.

ALCUNE NOTE STORICHE

Il commercio degli schiavi portò in Brasile tra il 1500 e il 1860, 12 milioni di schiavi secondo gli studiosi. La quantificazione è assai difficile perché i documenti relativi a questa massiccia deportazione furono distrutti subito dopo l’abolizione. Se poi consideriamo il numero di schiavi che morirono per mare, viste le cattive condizioni alle quali erano sottoposti, il numero è destinato a salire notevolmente. Non morivano soltanto per malattie e fame, ma molto spesso venivano buttati in mare per bilanciare l’eccesso di carico della nave. In questi tre secoli vennero deportati popoli di diverse etnie come i benguelas, i cabindas, gli yorubàs, gli ijeshas, gli haussas, i fantis, gli ashantis, i minas, i bentos, i congoleses, i fulanis, i fons, e gli oyòs.
Secondo il concetto dell’epoca, i neri erano considerati ignoranti, sprovvisti di umanità e avevano una religione composta per rituali barbari e pagani. Questi, provenendo da diverse zone dell’Africa, venivano battezzati e costretti a seguire la religione cattolica. L’ultimo gruppo deportato, originario della Nigeria e del Benin, arrivò a Salvador di Bahia. Molto interessante fu la modalità attraverso cui questi africani riuscirono a far sopravvivere le loro religioni accettando ufficialmente la conversione alla religione cattolica. L’escamotage consistette nel continuare a venerare in segreto le proprie divinità, nascoste sotto le spoglie dei santi cattolici. Proprio questa fusione tra il culto popolare dei santi e il politeismo delle divinità africane viene conosciuto con il nome di sincretismo religioso e rappresentò per gli schiavi una delle poche possibilità rimaste di mantenere in vita la propria cultura. L’iconografia cattolica fornì così immagini e colori con cui rivestire il pantheon yorubà potendo continuare a onorare Oià-Yansà la dea guerriera, nell’immagine di Santa Barbara, rappresentata con la spada in mano, o Oxùm nell’immagine della Sacra Vergine.

La religione afro-bahiana al quale si dà il nome di Candomblè è una delle più antiche credenze degli uomini e come tale deve essere rispettata. Possiede rituali sacri e segreti, dove molto spesso per le offerte vengono utilizzati sacrifici animali. Le persone che non conoscono il significato di questi atti liturgici li etichettano come primitivi e barbari. Dovete sapere che la maggior parte delle carni offerte nei riti è servita nelle feste pubbliche dove tutti sono invitati a mangiare e che sono chiamate con il nome “la comunione degli orixàs”. L’obiettivo di questa obbligazione è di acquisire la forza spirituale “axè”, tanto per la casa del Candomblè che per i suoi seguaci. La parola axè, così popolare attualmente, è niente più che l’energia che dominano gli Orixàs e che deve essere rinnovata e accumulata dagli esseri umani.

Oltre alla vita, il candomblè esalta anche la forza della natura. Prima di qualsiasi ecologista, gli antenati difendevano le foglie i fiumi, il mare, i minerali, e tutti gli elementi naturali che compongono la terra e che sono così importanti per noi. Per avere accesso al Candomblé dobbiamo sentire il movimento della natura, possedere la conoscenza del fuoco, dell’acqua, della terra dell’aria perché gli Orixà abitano e dominano questi elementi. Ecco che la natura può essere considerata uno strumento che ci permette di comunicare con le divinità, basta sapere interpretarla correttamente. Lei ci consiglia, per esempio è in grado di dirci se una determinata offerta sta venendo collocata nel posto giusto, se non manca niente, se il tempo è favorevole, se c’è bisogno di aspettare qualcosa prima di proseguire, se l’Orixà è soddisfatto. Sono molti i dettagli che devono essere rispettati per il successo del nostro lavoro.

Olorum: Significa Dio nella lingua Yorubà (la lingua del Candomblè).

Purificazione nel Candomblé-

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Incensi – Resine (Fondamentali)

INCENSO
Esalta le influenze del Sole e della Luna. È il più antico e nobile in Magia.  Ma anche nei riti Cristiani. Propizia ogni sorta di preparazione.
Il suo Angelo è: PATHMANHIEL

BENZOINO
Esalta le influenze di Giove e del Sole. È anch’esso un incenso nobile che catalizza potentissimi influssi positivi.
Il suo Angelo è: MYRKIEL

MIRRA
Esalta le influenze di Marte e Mercurio. E un incenso eletto che sviluppa l’energia magnetica necessaria ad ogni realizzazione. E’ un incenso femminile, lunare, adatto ai rituali di passaggio.
Il suo Angelo è: AMRI – BANA

STORACE
Esalta le influenze di Saturno e Marte. E’ una resina preziosa per ogni opera attinente i beni materiali. E’ un grande purificatore e mette in contatto con la saggezza paterna.
Il suo Angelo è: UR – KAMH

SANGUE DI DRAGO
Esalta i valori di Sole, Marte e Venere. Rara e preziosa resina che ‘vitalizza” potentemente ogni opera.  Il suo Angelo è: AM – RUZ – KERABIMI

CANFORA
Esalta l’influenza della Luna. E una resina molto potente per tutte le opere attinenti la spiritualità, la veggenza e tutte le facoltà extra sensoriali.
Il suo Angelo è: LATHNIAM

ALOE
Esalta la natura di Marte e Mercurio. È molto potente soprattutto nelle cerimonie del Fuoco e nei riti di Guarigione.
Il suo Angelo è: RIZIEL

ASSAFETIDA
Esalta la natura di Saturno e Marte ed è potentissima per tutte le opere difensive e di attacco.
Il suo Angelo è: SUPAZ – AKAMARI

MASTICE
Esalta l’influenza del Sole e di Giove. Rara e preziosissima resina indispensabile in Riti molto elevati.
Il suo Angelo è: ABA – AMU – RAMI.

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